Il Cotechino protagonista al prossimo Slow Sound


Sull’onda del successo della prima data, per il secondo appuntamento SLOW SOUND di domenica 18 marzo, Osteria del ‘32 vi accompagnerà in un percorso alla scoperta della tradizione: da un lato l’intrattenimento musicale di Progetto Luce, dall’altro un aperitivo di prodotti selezionati del Salumificio Franceschini di Spilamberto.
I prodotti proposti si tramandano di generazione in generazione e sono alla base della cucina tipica emiliana.
Vi aspettiamo quindi numerosi per gustare la nostra proposta di Cotechino con Purè e tante altre prelibatezze!

Il Cotechino protagonista al prossimo Slow Sound.

Legato alla tradizione gastronomica tipicamente italiana, il Cotechino ha alle spalle una curiosa e interessante storia: si narra che, attorno al 1500 nei dintorni di Modena, i mirandolesi, stremati fisicamente dopo la lunga lotta intrattenuta contro il Papa Giulio II della Rovere, decisero a malincuore ma costretti dalla fame che attanagliava ormai tutta la popolazione, di macellare gli animali, infilando poi la carne più magra in un involucro formato dalla pelle delle sue zampe, in modo da poterla conservare a lungo. Tutto questo per evitare che gli animali cadessero in mani sbagliate!!!

Da allora questa prelibatezza accompagna le nostre tavole in qualsiasi stagione ma con delle garanzie in più: la certificazione IGP garantisce infatti l’autenticità e la qualità del prodotto , attraverso lo studio attento degli ingredienti, affinché la ricetta possa mantenere la stessa sapiente miscela di carni e aromi usati dai nostri antenati.

Già famoso all’epoca dei primi Stati italiani, il cotechino di Modena è considerato il padre di tutti gli insaccati; lo stesso compositore Gioacchino Rossini scriveva al signor Bellentani, uno dei pionieri della produzione su larga scala del Cotechino Modena, “Vorrei quattro Zamponi e quattro Cotechini, il tutto della più delicata qualità”.
Ma uno dei primi veri riconoscimenti risale soltanto al secolo scorso, quando il famoso Pellegrino Artusi nel 1910, dedicò al “Cotechino fasciato” (per via del suo involucro fatto di budella) la ricetta n.322 del suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.
Oggi, dopo il riconoscimento IGP ottenuto nel 1999, la produzione si estende principalmente nella zona di Modena, Reggio Emilia, più genericamente anche nella zona emiliano-romagnola, in quasi tutte le province lombarde ed anche in Veneto, nelle province di Verona e Rovigo. Il suo consumo invece si estende dal nord al sud d’Italia!

Il suo gusto, delicato e deciso allo stesso tempo, è il bollito prediletto di molti: molto versatile in cucina poichè si sposa bene a qualsiasi ricetta (con le lenticchie, con i primi e i secondi), predilige però un Lambrusco, vino che meglio si sposa alla tradizione emiliana, dal sapore robusto e deciso per una serata all’insegna dell’allegria!
Per questa giornata, ci siamo affidati all’esperienza del Salumificio Franceschini che, oltre ad una vasta gamma di prodotti tra cui cotechini, salami, zamponi, ciccioli, propone anche il Cotechino di Modena IGP., con il suo sapore unico delle carni suine finemente tritate e sapientemente aromatizzate ed insaccate. In accompagnamento, l’assaggio prevede, oltre al classico Lambrusco, anche una selezione di spumanti.

Per questo motivo, vi proponiamo durante l’aperitivo a buffet, un assaggio di entrambi i prodotti; in alternativa, verrà proposto un ricco menù, in cui avrete solo l’imbarazzo della scelta!

 

FONTI:
http://www.modenaigp.it/la-storia-del-cotechino-modena-igp/

http://www.cotechino.it/origine.htm 

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